Protesi mammarie

protesi mammarie

Chi è interessato a questo capitolo per rendersi meglio conto della sicurezza attuale di un impianto mammario o degli eventuali rischi connessi con le protesi mammarie, può senz’altro addentrarsi nel trattato che peraltro è abbastanza tecnico e quindi poco “palatabile”.

Se il vostro interesse di navigatori vi avesse condotto nella presente pagina web - protesi mammarie -perché interessati a uno degli interventi di mastoplastica additiva vi consigliamo di entrare nel capitolo relativo a mastoplastica additiva e soprattutto di entrare nella galleria fotografica delle mastoplastiche additive con utilizzo di protesi mammarie, di casi da me operati, per trovare più semplicemente quello che state cercando.

Galleria Mastoplastica Additiva - Dr. Giovanni Ponzielli

Intervento Mastoplastica Additiva - Dr. Giovanni Ponzielli

La storia dell’uso delle protesi mammarie è sufficientemente datata per garantirci che grossi problemi le protesi mammarie non ne danno.

Il silicone che è stato di volta in volta posto sotto accusa è uno dei biomateriali più utilizzati in medicina e in chirurgia. La sua reattività con i tessuti circostanti dipende molto dal suo stato fisico.

L’olio di silicone utilizzato un tempo a scopo iniettivo è responsabile di infiammazioni locali e della formazione di granulomi da corpo estraneo ( siliconomi ).

Via via che il silicone si presenta allo stato più coesivo la sua interattività con i tessuti circostanti diminuisce, fino ad essere praticamente nulla allo stato solido.

Le protesi di vecchia generazione erano riempite di silicone poco coesivo, erano lisce ed erano soggette al fenomeno del bliding ( trasudamento ). Il silicone molecolare trasudato causava in una certa percentuale di casi fenomeni infiammatori locali con una certa incidenza di contrattura capsulare periprotesica. Al contatto con la protesi mammaria infatti l’organismo reagisce con la formazione di una capsula fibrosa fisiologica. Quando tale capsula tende ad indurirsi e a contrarsi, il seno subisce una serie di trasformazioni che vanno dal semplice indurimento fino al cambiamento di forma e può comparire una sintomatologia dolorosa per la paziente protesizzata.

Notizie allarmanti hanno occupato i telegiornali e i talk show in un passato recente a proposito dell’avvenuta immissione nel mercato di protesi costruite con silicone non medicale ma industriale. I rischi connessi sarebbero limitati ad una maggiore fragilità di queste protesi e quindi ad un più elevato rischio di rottura. Le conseguenze sarebbero simili a quanto accade per le comuni protesi mammarie giunte a fine percorso: vanno rimosse e sostituite. É vero che in difetto di un tempestivo riconoscimento della rottura di una protesi mammaria, i tessuti circostanti venendo a contatto col gel di silicone libero ( non più protetto dall’involucro di silicone solido ) possono andare incontro a fenomeni infiammatori che consistono nella contrattura capsulare e nel possibile rigonfiamento dei linfonodi ascellari. Tutto qui.

Rischi di salute connessi con le protesi mammarie

Abbiamo già accennato all’evento in cui una protesi mammaria o per il tempo trascorso dall’intervento o per difetti di costruzione o per traumi esterni, vada incontro a rottura: va sostituita.

Spesso le pazienti ci chiedono rassicurazioni in merito alla possibile relazione tra protesi e aumento dell’incidenza del cancro mammario. Non c’è nessuna relazione tra protesi mammaria e aumento del rischio di contrarre il cancro alle mammelle.

Altre preoccupazioni riguardano l’eventuale controindicazione all’allattamento per le pazienti portatrici di protesi mammarie. Anche in tal caso vanno rassicurate. Non esiste nessuna controindicazione all’allattamento.

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